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Atelier Fontana

“...l’odore della carbonella del ferro da stiro...
il frusciare della stoffa, quando le forbici tagliavano..
e mentre le stagioni si inseguivano
noi tre sorelle imparavamo a conoscerci...”
 (Intervista a Micol Fontana)

L'idea di raccontare al grande pubblico televisivo la storia di Micol Fontana e delle sue sorelle nasce dall'incontro con la straordinaria personalità di Micol - oggi novantasettenne - che con incredibile energia e generosità ha accettato di condividere i suoi ricordi ispirando questo progetto con la sua sensibilità e umanità. Ascoltandola raccontare ed ammirando i magnifici abiti appartenuti a Liz Taylor e Ava Gardner, che ancora oggi troneggiano nella ex-sede del celebre Atelier di Via del San Sebastianello, è stato subito chiaro che la sfolgorante carriera di questa "Regina" dell'Alta moda italiana è profondamente intrecciata, come la trama di un unico tessuto, a quella delle sue inseparabili sorelle: Zoe e Giovanna.

La loro storia - dagli esordi come sartine approdate a Roma alla fine degli anni '30, al faticoso avvio di un'attività in proprio negli anni difficili della guerra e dell'occupazione tedesca, fino alla conquista del jet set internazionale ai tempi della Dolce Vita e all'avventura industriale, che le vedrà protagoniste del Made in Italy negli anni '60 - è una storia tutta al femminile in cui le donne di oggi potranno facilmente riconoscersi.

Una storia fatta di sogni e di concretezza, fiducia nel proprio intuito e passione per il proprio lavoro ma anche duri sacrifici e  lutti dolorosi, amori fortunati e naufragi matrimoniali, successi professionali e la quotidiana fatica di coniugare vita privata e carriera, stressanti scadenze di lavoro e tenerezze della maternità. Soprattutto per Micol, bambina fragile e insicura, che la vita renderà forte e capace di scelte coraggiose. Come quella di crescere una figlia da sola, o di rimettersi in gioco, dopo un matrimonio devastante e fallimentare, innamorandosi di nuovo, non ancora separata, e sfidando le perplessità della famiglia e le convenzioni dell'epoca.

Delle tre, Micol è stata sicuramente la più inquieta e tormentata, ma anche la più combattiva e determinata a "diventare" se stessa. Innovativa nell'arte di far parlare di sé, prima attraverso il passaparola tra signore dell'aristocrazia romana poi conquistando rapporti esclusivi con le dive hollywoodiane, in particolare Ava Gardner e Linda Christian, a cui le Fontana realizzeranno un abito da sposa passato alla storia. Lungimirante nel saper interpretare il mutare dei tempi e l'evolversi del ruolo femminile nella società, Micol ha intuito che una donna, prima ancora di piacere agli altri, vuole piacere a se stessa e che l'abito, come una seconda pelle, deve saper esprimere l'unicità della sua personalità. Ancora oggi, signora novantasettenne, dotata di quel "non so che" che la celebre giornalista di costume Irene Brin citava spesso, parlando dell'inconfondibile stile Fontana. Un "non so che" misterioso ed ineffabile come la femminilità, che ha reso unici i loro abiti e le donne che li hanno indossati.
Lucia Zei

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